L’arte non come semplice esercizio contemplativo, ma come azione viva, segno che incide e trasforma il reale. Sarà lo spazio storico di Casa Toschi a Baiso a fare da cornice, dal 5 al 27 settembre, a “Bio Icons. Genesi visiva di un artista”, la prima grande mostra antologica interamente dedicata a Giuliano Ravazzini.
La rassegna ripercorre l'intensa traiettoria espressiva del maestro emiliano, nato a Sassuolo nel 1960. Un viaggio lungo quasi sei decenni che mette in fila i tasselli di una ricerca incessante e mai incanalata in schemi rigidi: dalla pittura alla fotografia, dalle installazioni site-specific fino all'arte digitale e alla performance pura. Al centro del suo percorso resta sempre il nodo fondamentale del rapporto tra l'essere umano, il linguaggio delle immagini e la natura circumstante.
Curata da Corrado Barozzi e Rossana Merli, l'esposizione ricompone per la prima volta in modo organico la produzione di Ravazzini. Il percorso parte dalle prime sperimentazioni degli anni Settanta per approdare all'ultima frontiera del suo lavoro, raccolta in una sezione conclusiva che racchiude i cicli più recenti: Migrazioni di Microazioni, Cybersign, Wi-rus e Xenos. Opere che raccontano l'urgenza di un artista convinto che l'opera d'arte debba innanzitutto "accadere" e farsi gesto concreto sul territorio.
L'inaugurazione ufficiale si terrà sabato 5 settembre alle 17. La mostra sarà successivamente visitabile fino al 27 settembre il sabato, la domenica e nei giorni festivi con orario continuato dalle 10 alle 18, oltre alla possibilità di concordare visite guidate durante i giorni infrasettimanali.




