Racconti d’Appennino 7 / “Frascaro, dove sei?”

Un melograno e un melo cotogno, due piante di lavanda. Queste sono solo le mie. Diverse piante di lamponi, un grande oleandro, un glicine e una pianta a campanule rosse, quelle di Loli. Come abbiamo fatto a caricare tutto rimane ancora un mistero. É cosí che torniamo dal vivaio di Frascaro, con la mia macchina trasformata al suo interno e stracarica di piante. Loli e Gandhi non riesco piú a vederli nell'abitacolo, ne al mio fianco ne dietro, ma sono sicura che ci siano anche loro. Fogliame fitto di vario genere, é quello che inquadra lo specchietto retrovisore. Un muro verde, una scorpacciata pazzesca finita solo per questioni logistiche... Cercando il vivaio fino a quel momento sconosciuto, percorriamo una strada familiare, direzione Castelnovo ne' Monti.

Impossibile perdersi avendo una solida certezza come riferimento: la Pietra di Bismantova, faro imprescindibile, incudine di roccia misteriosa e antica, forse calata nella pianura dal cielo coi sui 1.040 metri di altezza... Maestosa visione, degna di versi poetici del poeta d'eccellenza: Dante Alighieri nel Purgatorio della Divina Commedia... Andiamo a braccio, Frascaro lo immaginiamo un paese, gente, negozi, bar.... Ma non si rivela cosí lungo la strada. Non lo troviamo. Colline dolci ai lati, campi, campi, e ancora campi un laghetto di un circolo che ci fa ridere perché é il “Circolo del cinghiale” e ci ricorda un cartone animato, forse visto forse inventato perché siamo in vacanza e siamo allegre e leggere, Loli ed io. Qualche casa in pietra, una ha una specie di portico dove all'ombra frescheggiano alcuni anziani, seduti su sedie disposte a ferro di cavallo sotto un grappolo di cipolle rosse. C'é anche una credenza arredata lí fuori, piena di tazzine, un centrino sotto un vaso dai bordi dorati e una bambola a braccia tese, seduta al suo fianco. Visione mediterranea. Ma dove sono, in Grecia, in Spagna al sud della Francia? In ogni luogo in quell'istante, tranne che a Frascaro perché ancora lo stiamo cercando...

Passiamo un lavatoio in pietra al cui centro c'é un rozzo tubo di ferro da cui sgorga un potente getto d'acqua. É una fonte, ma non é l'unica come indica un cartello di legno scolpito, che punta al bosco. Dice: Fonte La Ciastra. La  tentazione é forte, il caldo pure e cosí lo seguiamo. Ci addentriamo. Il bosco é magia, il sentiero costeggia un fiumicciatolo che attira immediatamente l'attenzione di Gandhi che ci si tuffa dentro, tra foglie enormi e carnose e qualche gambero grigio. Ci dissetiamo nel bosco con acqua buonissima e pura, ci laviamo il viso e le braccia e la sensazione é meravigliosa, qualcosa che se non é felicità le assomiglia davvero. Ok, di nuovo in marcia verso Frascaro... Frascaro non é un paese, non é un borgo é quello che resta di un grande podere...

Sappiamo di averlo trovato perché sulla facciata di un vecchio fienile, é ancora visibile una scritta nera sbiadita su un fondo di vernice bianca. Dichiara: Frascaro 1898. Un grande cortile circondato da campi e piante, una casa colonica e una casa padronale con cappella annessa. Questo é Frascaro, splendore decadente. Proseguiamo ancora un pezzetto, e mentre intravedo il vivaio da lontano, leggo su una targa di una casa di Burano, davanti cui passo, che lí nacque nel 1791, Carlo Franceschini, patriota e rivoluzionario, che perseguendo ideali di libertà e democrazia introdusse la massoneria e la carboneria a Reggio Emilia negli anni bui della restaurazione estense morto esule in Francia .... Questa terra é una sorpresa continua, il resto della giornata buchi e scavi per sistemare le piante! ;-))

(Paola Savi)

* * *

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7 Commenti

  1. Bellissimo, leggendo le parole ad una ad una ho percorso con l’immaginazione e ho colto le sensazioni di bello e pulito, peccato però che la nostra signora mentre descrive non abbia alzato gli occhi più di quel tanto per cogliere quanto di brutto e maldestro sia stato fatto per rovinare un così bel paesaggio descritto amorevolmente dalla nostra scrittrice e cioè il cosidetto “IMPIANTO ENEL”. Venite a vederlo in mezzo ai campi arati e prati verdi, i boschi rigogliosi che con le loro fronde proteggono i corsi d’acqua e abbracciano le fonti che da secoli ci regalano quanto di più prezioso ci sia, l’ACQUA……… “Ci dissetiamo nel bosco con acqua buonissima e pura”…..

    (Alfeo Cassinadri)

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    • Grazie Alfredo (Alfeo, ndr), in effetti non mi sono resa conto dell’impianto Enel che deturpa e inquina il paesaggio… Ha fatto benissimo a sottolineare la presenza del mostro che certamente torneró a vedere.
      Un cordiale saluto.

      (Paola Savi)

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  2. Ciao Paola, bellissimo il racconto e bellissimo il ricordo che mi rimane di una estate stupenda (mi auguro che la prossima sarà migliore); collegandomi alla premessa di Alfredo dico che si vedono da per tutto questi disastri ambientali fatti da uomini insensibili e per questo che in mezzo a tanta bellezza come la natura dà è meglio tenere il capo giù per non sciupare i godere della serenità del posto, sperando che di questi disastri se ne facciano sempre meno…. Alla prossima.

    (Loli Pernal)

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  3. Bello il racconto, bello il paesaggio, ma per me il più bello è il……..VIVAISTA!!!
    (Commento firmato)

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  4. Il vivaista non solo è il più bello ma permette all’ntico borgo di Frascaro di risplendere ancora unendo le più moderne competenze professionali alle tradizioni locali, uno dei pochi esempi di questi periodi di vera intraprendenza giovanile che aiuta e valorizza l´ambito locale. Avanti così !!!!!!

    (Rosa)

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  5. Ciao a tutti sono il vivaista, se devo essere sincero mentre cercavo di mettere tutte quelle piante nelle vostre auto mi ero accorto che eravate speciali!
    (davide)

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