Ostetricia soppressa / Sul “caso Gatta” la Regione Emilia-Romagna “ha sempre ragione e va sempre tutto bene”

Sergio Venturi (Facebook)

"L’indisponibilità dell’elicottero è stata 'una situazione eccezionale', tant’è che nella serata di lunedì 26 marzo si è ripresentata una condizione analoga che ha riguardato un’altra signora al sesto mese di gravidanza, 'regolarmente trasportata in ospedale in elicottero. In ogni caso l’Azienda Usl di Bologna, titolare della convenzione, ha già chiesto una relazione alla società che gestisce il velivolo, anche per prevenire il ripetersi di situazioni analoghe'”.

Così l’assessore regionale alle politiche per la salute, Sergio Venturi, ha risposto oggi in assemblea legislativa, a Bologna, ad un’interrogazione del consigliere Yuri Torri sul caso della signora al sesto mese di gravidanza per cui nella notte tra sabato e domenica scorsi era stato richiesto, a Castelnovo ne’ Monti, l’intervento del 118. Il trasporto all’Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio è avvenuto in ambulanza con l’assistenza del medico, “in tutta sicurezza, poiché la signora non era in condizioni gravi e non presentava carattere di urgenza”. In un primo momento era stato richiesto il trasporto in elicottero per contenere i tempi di trasferimento; ciò non è stato possibile per un problema tecnico al velivolo.

A questo proposito, l’assessore ha ricordato il piano della Regione per estendere il servizio di elisoccorso: dopo l’individuazione delle prime 17 basi attrezzate per l’atterraggio e il decollo anche notturno, tra cui quella di Castelnovo ne’ Monti, è in corso un piano di rafforzamento che prevede ulteriori 142 elisuperfici, operative tra il 2018 e il 2019. In caso di impreviste avarie o malfunzionamenti dell’elicottero, qualora vi sia un’inderogabile necessità di trasporto con questo mezzo, le centrali operative 118 possono richiedere l’attivazione dell’elisoccorso delle regioni confinanti, a partire da quello situato nella base di Brescia; attivazione che peraltro è garantita reciprocamente. “Nel caso in questione - ha specificato Venturi - l’attivazione non è stata necessaria: occorre infatti considerare che l’elisoccorso è un sistema che integra e non sostituisce le normali modalità di intervento a disposizione del sistema di emergenza urgenza”.

“Voglio precisare - ha sottolineato Venturi - che la signora sta bene ed è stata dimessa già il giorno successivo al ricovero. Per quanto riguarda il problema tecnico al mezzo, questo ha causato un’attesa nella piazzola di atterraggio a Castelnovo non di 40 minuti, come erroneamente riportato dalla stampa locale, ma di 5 minuti, trascorsi i quali l’ambulanza ha trasportato la paziente a Reggio Emilia, dove è arrivata una ventina di minuti oltre il tempo che l’elicottero avrebbe garantito”.

L’assessore ha ripercorso in aula le tappe della vicenda, sottolineando, a suo dire, la tempestività dell’intervento di assistenza: dopo la chiamata ricevuta dal 118, sono state inviate subito l’automedica e l’ambulanza al domicilio della signora. E il medico che l’ha visitata ha verificato che non c’era alcun segno di travaglio in atto, né di parto imminente. “Tuttavia - ha spiegato - in considerazione della gravidanza in corso e in presenza di una sintomatologia dolorosa addominale, è stato disposto il trasporto all’Arcispedale S. Maria Nuova”. Tenuto conto che la signora è al sesto mese di gravidanza, che proviene da un’altra regione e che non è seguita dai servizi sanitari locali, “il ricovero è stato disposto in via cautelativa per eseguire gli accertamenti necessari per confermare il buon stato di salute della mamma e del feto”.

Se la signora avesse avuto un travaglio in atto “non avrebbe comunque potuto partorire ed essere assistita nell’Ospedale di Castelnovo ne’ Monti - ha precisato Venturi - anche qualora non fosse stata sospesa la funzione di assistenza al parto: si sarebbe trattato, infatti, di un parto al sesto mese di gravidanza, che richiede la presenza della terapia intensiva neonatale”. E anche se avesse presentato un fattore di rischio medio alto legato alla gravidanza, “sarebbe comunque stata indirizzata verso strutture di riferimento specializzate quali il punto nascita dell’Arcispedale S. Maria Nuova, per garantire il diritto ad un’assistenza qualificata e sicura, per lei e per il neonato”.

L’assessore ha ricordato, infine, come la sospensione dell’attività di assistenza al parto nell’Ospedale di Castelnovo sia stata disposta in seguito al parere del Comitato percorso nascita nazionale, nonostante la richiesta di deroga presentata dalla Regione. L’Azienda, a sua volta, ha contestualmente riorganizzato l’assistenza al percorso nascita, potenziando e integrando le attività territoriali e ospedaliere in particolare sull’assistenza alla gravidanza e al puerperio e sulla continuità assistenziale al parto e in dimissione.

Il servizio salute donna del distretto di Castelnovo ne' Monti offre un percorso di assistenza durante la gravidanza, dopo la nascita, nel periodo del puerperio e dell’allattamento. Il registro gravide della montagna raccoglie i dati necessari per consentire un intervento tempestivo da parte del 118 in caso di necessità. Per le donne con gravidanza a termine “è offerto un alloggio gratuito a Reggio Emilia, mentre dopo il parto - ha concluso Venturi - è possibile per le neomamme usufruire di visite a domicilio”.

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6 Commenti

  1. Si vede che sopprimere il servizio ginecologia h24 assume la qualità che non sospettavo… apprendo infatti dall’assessore regionale che tale soppressione diventa in realtà un potenziamento… C’è sempre tanto da imparare.

    (Rossella Ognibene)

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  2. Siamo all’apoteosi o utopia pura chiamatela come volete, con delle bestialità simili io non avrei il coraggio di uscire allo scoperto; questi invece hanno ancora il coraggio di dire pubblicamente che tutto va bene e che anzi siamo noi poveri cittadini che sbagliamo a pretendere i servizi essenziali, l’essere umani e ragionare per il bene comune non usa più.

    (Commento firmato)

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  3. Non avevo ancora avuto il “piacere” di vederne la foto. Eh sì ha proprio tutte le caratteristiche dell’avio-stratega!! Dalle considerazioni che ho letto ora mi sento proprio più rassicurato come cittadino della montagna sulle mie possibilità sanitarie.

    (Dott.Cavana Roberto)

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  4. …inqualificabile… ma la fine del regime si avvicina.

    (F.D.)

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  5. Non si può esprimere altro che un ulteriore fortissimo dissenso. L’assessore Venturi e tutti gli altri suoi colleghi farebbero bene a smetterla di cercare di prendere per il naso i cittadini della montagna. Nonostante la sonorissima batosta elettorale, che ratifica la fine del Pd, ancora dobbiamo assistere a queste manfrine indegne atte a cercare di difendere scelte scellerate ed indifendibili. Alla prossima tornata elettorale sarete giustamente cancellati, è quello che meritate. Saluti.

    (Vittorio Bigoi)

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  6. Comunque sia, sembra che la gestazione e il parto abbiano meno valore di un infortunio, perchè se ti rompi una gamba sei subito assistito. Non ci sono giri di parole per capire che il reparto nascite con relativa assistenza alle donne sia una passività per un’azienda e quindi non valga la pena di tenerlo aperto, perchè le donne contano poco e per fare numero devono essere in tante ad essere gravide per garantire assistenza, mentre anche una donna sola meriterebbe un reparto intero funzionante perchè ogni individuo che nasce è un’assicurazione per il nostro futuro. Ci hanno abituate in questi ultimi 30 anni a partorire in ospedali sempre più efficienti facendoci il lavaggio del cervello sui rischi del parto in casa… Ora vorrebbero convincerci che è sufficiente una ostetrica che gira di casa in casa, magari un elicottero che è più moderno e sicuro secondo loro ma che non è detto sia sempre efficiente, mi pare… Tutto questo perchè siamo donne e tanto si sa… abbiamo sempre partorito nei secoli dei secoli… grazie per metterci in primis sulle voci da eliminare sui vostri bilanci. Non dico che bisogna costruire nuovi ospedali, dico che in tutti gli ospedali esistenti dovrebbe sempre esserci un punto nascite coi turni dei medici e attrezzature pagate dai servizi ospedalieri che creano bilanci attivi, e intanto si creerebbe occupazione medica e meno piloti ed elicotteri e poi… perchè se si vuole si può e ogni bambino che nasce è un bambino di tutti e ogni donna che rischia è una sconfitta sociale.

    (Simona Sentieri)

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