Un comparto in forte espansione, ma frenato dalla difficoltà strutturale di reperire competenze specializzate. È la fotografia dell'artigianato digitale e del grado di adozione dell'intelligenza artificiale nel Reggiano scattata dall'ufficio studi di Lapam Confartigianato.
La provincia di Reggio Emilia conta 943 imprese che offrono servizi digitali alla fine del primo trimestre 2026, di cui 200 artigiane, pari al 21,2%. Negli ultimi 5 anni la crescita delle imprese del settore è stata significativa e a doppia cifra, pari a un +25,9%. Notevole anche l’incremento del 13% dell'artigianato del settore, a maggior ragione se si considera che l’artigianato totale sta affrontando una contrazione significativa nello stesso periodo, pari al -9%. L'incidenza delle imprese artigiane digitali sul totale dell'artigianato locale si attesta all’1,2% a Reggio Emilia, superando la media nazionale e contribuendo al solido dato regionale dell'Emilia-Romagna pari all'1,5%, che la posiziona al secondo posto dopo il Friuli-Venezia Giulia. Il settore, inoltre, dà impiego nella provincia di Reggio Emilia a 4.266 addetti di cui 253 nell’artigianato. Ciò nonostante, le aziende del territorio affrontano un collo di bottiglia critico legato alla ricerca del personale: nel 2025, per integrare le nuove tecnologie nei processi, le imprese reggiane hanno espresso una domanda di 5.130 figure con competenze digitali avanzate, scontrandosi però con una difficoltà di reperimento del 54,6%.
Tra le nuove tecnologie rientra pure l’Intelligenza Artificiale, sempre più diffusa anche tra le piccole imprese. Nel 2025 a livello nazionale, il 14,2% delle piccole imprese utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, segnando un significativo incremento rispetto al 6,9% del 2024 e al 4,4% del 2023. Tra le imprese che utilizzano IA, le tecnologie più comuni riguardano l’estrazione di conoscenza e informazione da documenti di testo, l’IA generativa relativa sia al linguaggio scritto o parlato che a immagini, video, suoni e audio e la conversione della lingua parlata in formati leggibili da dispositivi informatici attraverso tecnologie di riconoscimento vocale. Seguono l’IA per l’analisi dei dati con tecniche di machine learning, per il riconoscimento delle immagini e l’automatizzazione dei flussi di lavoro e per il movimento fisico delle macchine.
«La tecnologia sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nell'attività quotidiana delle nostre imprese – afferma Daniele Mazzini, presidente di Lapam Confartigianato –. La carenza di capitale umano, però, rischia di frenare gli investimenti di un ecosistema locale che sta comprendendo il potenziale della rivoluzione in atto. Questo dimostra come la vera transizione tecnologica non passi soltanto dall'aggiornamento delle infrastrutture, ma soprattutto dalla formazione e dalla capacità di attrarre talenti qualificati in grado di governare le nuove tecnologie. Si tratta di una sfida che va affrontata con soluzioni concrete, a partire da un coinvolgimento sempre più forte delle scuole nella sensibilizzazione di studentesse e studenti. Proprio per questo il tema sarà al centro di uno dei gruppi di lavoro del prossimo Convegno Imprenditori, l’appuntamento che organizziamo insieme alla nostra base associativa per approfondire il tema e individuare il percorso da seguire nei prossimi anni».




